Dove pregavano i Trezeni: San Giovanni del Tresino

Dove pregavano i Trezeni: San Giovanni del Tresino

Dove:
Tresino/Castellabate
Descrizione:

Un altro luogo che lascia davvero senza fiato è il Villaggio di San Giovanni del Tresino, conosciuto anche con il nome di “Case di San Giovanni”.

Ci si arriva da vari sentieri, tutti panoramici: la vista corre dal mare di Trentova a Punta Pagliarolo. Il villaggio sorge infatti sulla dorsale del Monte Tresino, nell’Oasi Naturalistica Trentova-Tresino.

In questo villaggio abbandonato dove la natura ha ripreso i suoi spazi l’atmosfera è davvero irreale. Eppure è un posto dalla storia antichissima.

Il promontorio di Tresino è infatti citato già dal geografo greco Strabone, che vi colloca la città di Trezene e riporta come nel VI sec. a.C. fosse stato eretto dai Trezeni un tempio dedicato a Poseidone, a protezione della vicina Poseidonia (la Paestum dei Romani).

L’importanza della zona rimane anche in epoca romana: sono stati infatti ritrovati resti di una villa, mentre in epoca altomedievale entrò nell’orbita dei territori amministrati della potentissima Badia di Cava.

E forse proprio per “controllare” la vicina Agropoli, il Kastron bizantino che nell’882 d.C. era diventato un ribat saraceno, che intorno all’Anno Mille si costruì il villaggio di San Giovanni.

Il primo documento che ne attesta l’esistenza è infatti del 986: Ligorio di Atrani cede la chiesa da lui costruita “in monte qui dicitur Tirusino” (“sul monte chiamato Tresino”) al presbitero Bernardo.

Poi due bolle papali: quella di Gregorio VII che fa menzione di “Sancti Joannis de Terresino” e quella di Urbano II del 1089 “in Tirisino monasterium Sancti Joannis”.

È qui che nacque l’abate Costabile Gentilcore, che nel 1123, in difesa dagli attacchi saraceni, costruì sul vicino Colle dell’Angelo il Castello dell’Abate, nucleo fondativo dello splendido borgo che da lui prende nome: Castellabate.

In epoca sveva, Federico II di Svevia, lo Stupor Mundi, avviò la costruzione di alcune torri costiere di avvistamento: San Marco di Agropoli, Tresino e Licosa sono quelle sorte in questa zona.

Con gli Angioini e gli Aragonesi e la Guerra del Vespro, San Giovanni subì distruzioni e razzie da parte dei tremendi Almogaveri, le truppe d’assalto della Corona d’Aragona.

Ricostruito, divenne feudo della Badia di Cava fino alla cessione al re Ladislao di Durazzo nel 1412. Fu poi infeudato alle principali famiglie del Cilento, prima tra tutte l’onnipresente e potente Sanseverino. Il villaggio fu quindi abitato fino al XX secolo.

Il 9 settembre 1943 Tresino, campestre balconata naturale sul Golfo di Salerno, vide da vicino e dall’alto l’inizio di una delle operazioni belliche che decise il corso della Seconda Guerra Mondiale: l’Operazione Avalanche, nome in codice dello Sbarco di Salerno.

Di questa storia millenaria restano la cappella di San Giovanni, un monumentale edificio incompiuto del Settecento, una struttura conventuale su 3 livelli, una torre angolare trasformata in torre campanaria, gruppuscoli di case e soprattutto un’atmosfera fiabesca difficile da descrivere a parole.

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